GIOBBE 21
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GIOBBE 21
Diodati Bibbia 1885
1
E GIOBBE rispose, e disse:
2
Date udienza al mio ragionamento,
E ciò mi sarà in vece delle vostre consolazioni.
3
Comportatemi che io parli;
E poichè avrò parlato, beffatevi pure.
4
Quant'è a me, il mio lamento si addirizza egli ad un uomo?
E perchè non sarebbe distretto lo spirito mio?
5
Riguardate a me, e stupite,
E mettetevi la mano in su la bocca.
6
Io stesso, quando me ne ricordo, sono tutto attonito,
E la carne mia ne prende orrore.
7
Perchè vivono gli empi?
Perchè invecchiano, ed anche son forti e vigorosi?
8
La lor progenie è stabilita nel lor cospetto, insieme con loro;
E i lor discendenti son davanti agli occhi loro.
9
Le case loro non sono se non pace, senza spavento;
E la verga di Dio non è sopra loro.
10
I lor tori ammontano, e non fallano;
Le lor vacche figliano, e non isperdono.
11
Essi mandano fuori i lor fanciulletti come pecore;
E i lor figliuoli van saltellando.
12
Essi alzano la voce col tamburo e con la cetera;
E si rallegrano al suon dell'organo.
13
Logorano la loro età in piacere,
E poi in un momento scendono nel sepolcro.
14
Quantunque abbiano detto a Dio: Dipartiti da noi;
Perciocchè noi non prendiam piacere nella conoscenza delle tue vie.
15
Che è l'Onnipotente, che noi gli serviamo?
E che profitto faremo se lo preghiamo?
16
Ecco, il ben loro non è egli nelle lor mani?
(Sia il consiglio degli empi lungi da me.)
17
Quante volte avviene egli che la lampana degli empi sia spenta,
E che la lor ruina venga loro addosso,
E che Iddio dià loro tormenti nella sua ira per lor parte?
18
E che sieno come paglia al vento,
E come pula che il turbo invola?
19
E che Iddio riserbi a' lor figliuoli la violenza da loro usata;
O che egli la renda a loro stessi, e ch'essi lo sentano?
20
E che gli occhi loro veggano la lor ruina,
E ch'essi bevano dell'ira dell'Onnipotente?
21
Perciocchè del rimanente, quale affezione avranno essi alle lor case,
Da che il numero de' lor mesi sarà stato troncato?
22
Potrebbesi insegnar scienza a Dio?
Conciossiachè egli sia quel che giudica gli eccelsi.
23
Colui muore nel colmo della felicità,
In compiuta pace e tranquillità.
24
Le sue secchie son piene di latte,
E le sue ossa sono abbeverate di midolla.
25
E costui muore, essendo in amaritudine d'animo,
E non avendo giammai mangiato con diletto.
26
Amendue giacciono nella polvere,
E i vermini li coprono.
27
Ecco, io conosco i vostri pensamenti,
E i malvagi discorsi che voi fate contro a me a torto.
28
Perciocchè voi direte: Ove è la casa del magnifico?
Ed ove sono i padiglioni ove abitavano gli empi?
29
Non vi siete voi giammai informati da coloro che fanno viaggi?
Voi non disdirete già i segnali ch'essi ne dànno;
30
Che il malvagio è riparato al giorno della ruina,
Quando le ire sono sparse.
31
Chi gli rappresenterà la sua via in faccia?
E chi gli farà la retribuzione di ciò ch'egli ha fatto?
32
Poi appresso egli è portato ne' sepolcri,
E non attende più ad altro che all'avello.
33
I cespi della valle gli son dolci;
Ed egli si tira dietro tutti gli uomini,
Siccome davanti a lui ne son iti innumerabili.
34
Come dunque mi consolate voi vanamente?
Conciossiachè nelle vostre repliche vi sia sempre della prevaricazione.